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La vendita on-line per questa manifestazione è conclusa

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La musica "indie", ma quella vera, esiste ancora o è diventata tutta musica pop? C'è ancora qualcuno da qualche parte che produce ancora qualcosa di veramente alternativo, non omologato, lontano dal mainstream e dalle mode, libero dalle logiche commerciali? EBBENE SI'. E la Latteria Molloy, in collaborazione con Marco Obertini, è felice di inaugurare un nuovo format dedicato proprio a questo splendido universo

 INDIE IS NOT DEAD
100% alternative music / live & disco

venerdì 8 febbraio alla Latteria Molloy. Due concerti nella stessa sera, sullo stesso palco, uno dopo l'altro. E un dj set > cult < per chiudere in bellezza. Protagonisti di questo primo appuntamento due tra le realtà più conosciute ed apprezzate della scena musicale indipendente italiana:

BE FOREST.  Knocturne Tour

ANY OTHER  Two, Geography Tour

a seguire
DISCO NOT DISCO  Marco Obertini dj set
indie / disco / new wave / indietronica / psichedelia / rretrorock / dirty black music
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venerdì 8 febbraio 2019
LATTERIA MOLLOY
? Via Marziale Ducos 2/b, Brescia
(presso La Nave di Harlock)

? ORARI
apertura h. 20.00 / inizio spettacolo h. 21.30

? INGRESSO 10 € / Prevendite già attive
• online > https://www.mailticket.it/evento/20303
• presso Libreria Serra Tarantola
• presso KANDINSKI

? SERVIZIO GUARDAROBA attivo al Piano 1 (2 €)

? FOOD • Al Piano 1 della Latteria dalle ore 20.00 è aperta la cucina e si può mangiare BENE spendendo POCO. Per prenota la cena prima del concerto il biglietto di ingresso è ridotto (8 €) e non c'è necessità di prevendita, mettiamo da parte noi i biglietti e li si possono ritirare all'ingresso. La prenotazione del tavolo non costa nulla (si paga quello che si mangia), ma è gentilmente richiesta.
• MENU' > https://bit.ly/2EGsYTi
• PRENOTAZIONI > (info@latteriamolloy.it)

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BE FOREST. ? We Were Never Being Boring collective è super felice di presentare: Knocturne. L’atteso ritorno dei BE FOREST.
Dentro a un buio che non è solo notte, in fondo a un buio che non ha mappe, né pareti da raggiungere per aggrapparsi e avanzare verso qualche luce. Nessun riferimento: oltre le mani soltanto questo buio, per galleggiare o per lasciarsi andare. La musica del nuovo disco dei Be Forest si espande in ogni direzione, si immerge nell’oscurità fino a esserne fatta della stessa sostanza. Knocturne: knock, un colpo, un segnale dalla notte. Questo disco è un richiamo nel buio e al tempo stesso la risposta.
I Be Forest mancavano dal 2014, dai tempi dell’acclamato Earthbeat, e per il loro ritorno hanno voluto scegliere con cura e pazienza il modo giusto, mettendo a punto un’opera che li rappresentasse dalla prima all’ultima nota, un disco che fosse, innanzitutto, onesto, diretto. Lo si avverte subito dal suono, al tempo stesso più spoglio e più ricco, il più possibile analogico. Nonostante la produzione di ogni traccia sia stata molto meditata e stratificata, i Be Forest hanno raggiunto qui la loro musica più sincera di sempre, pura.
“Abbiamo impiegato tanto a scrivere questo album, a registrarlo e finirlo, ma ci abbiamo messo molto più tempo a capirlo noi per primi. A differenza degli altri nostri dischi, non ha un luogo di riferimento o dei colori: non siamo in Norvegia in mezzo a un bosco, né in una riserva indiana seduti intorno al fuoco. All'inizio, pensavamo che questo disco fosse ambientato nello spazio... poi ci siamo sentiti attratti dall’opposto, dagli abissi più profondi, dall’idea di quel buio interminabile. E in un certo senso, questa è stata l’immagine che si è impressa più di tutte in queste canzoni.”
In mezzo a quei riverberi così caratteristici dei Be Forest, tra delay che si sovrappongono, percussioni dolenti e rabbiose, e quella voce come un sussurro in un sogno, Knocturne racconta la necessità di parlare con sé stessi nel modo più leale possibile, dichiarare i propri limiti per poi crescere e diventare ciò che si è, e non ciò che si vuol essere. “I’m waiting myself hidden somewhere in my heart”, canta Bengala. Mentre le ultime parole di You, Nothing, la traccia che chiude il disco, sono: “Looking for a new world / We lost ourselves / Different from all others / We've not fear of nothingness”.
Knocturne cattura questo sentirsi smarriti nel “tempo di mezzo”: non più bambini, non ancora adulti. “Sun and moon / Split in two […] Which is me? Which is you?” si domanda Gemini. Non a caso, nel primo video tratto da Knocturne, quello per Atto I, c’è un sipario nero che si apre. Noi, raccontano i Be Forest, siamo il pubblico, la vita di tutti i giorni, e sul palcoscenico c’è quello che siamo, l'abisso in cui dobbiamo imparare a nuotare. Knocturne vuole restare sulla linea del sipario, nel mezzo, tra le pieghe del velluto, immerso nel buio, cupo e curioso.
Knocturne è stato prodotto da Steve Scanu insieme ai Be Forest, registrato e mixato da Steve Scanu e masterizzato da Josh Bonati.
Oltre a Costanza Delle Rose (voce e basso), Erica Terenzi (voce, batterie, Eminent) e Nicola Lampredi (chitarra), hanno suonato in questo disco anche Steve Scanu, Jack Eden e Luca Sorbini.
Le grafiche sono di Luca Sorbini, le fotografie di Marco Cappannini.

ANY OTHER  Non esistono recinti e classificazioni capaci di rinchiudere l’immenso talento di Adele in un’unica definizione: dall’indie rock di stampo anni ’90 che ne aveva caratterizzato gli esordi si è via via spostata verso una formula più matura e personale e che mischia canzone d’autore con influenze jazz e avant. Adele scrive, suona, canta, arrangia e produce la sua musica, e la musica è il centro di tutto. L’unica cosa che conta. Fuori dalle mode e dai vincoli, senza stare a guardare quello che funziona ma semplicemente inseguendo le proprie inclinazioni.
Inclinazioni che in pochi anni l’hanno portata a diventare una delle figure di riferimento del panorama musicale italiano, come testimoniano a esempio le collaborazioni con MYSS KETA e Andrea Poggio, la produzione (insieme a Marco Giudici, parte di Any Other da sempre) di Generic Animal, Il lavoro con Halfalib (in cui vengono ribaltati i ruoli rispetto a Any Other ed è Marco che diventa frontman) e il lungo tour che l’ha vista impegnata alla chitarra solista, alla voce, e al sax tenore, per la Infedele Orchestra capitanata da Colapesce.
Presentato in anteprima con una serie di showcase durante lo scorso Primavera Sound Festival, “Two, Geography” ha da subito catturato l’interesse di addetti ai lavori e operatori internazionali. Non è stata un caso, quindi, la scelta di partire per il tour europeo prima ancora di affrontare le date italiane. E il lungo giro che fino alla fine di ottobre porterà Any Other a suonare in Germania, Francia e Inghilterra, avrà come tappe importanti il noto Reeperbahn Festival di Amburgo e poi, a gennaio 2019, l’Eurosonic Festival di Groeningen.
E non finisce qui, perché a novembre finalmente comincerà il tour che porterà Adele e la sua band anche nei migliori live club italiani. Per l’occasione, con lei e Marco Giudici, ci saranno sul palco anche Alessandro Cau alla batteria e Miles Cooper Seaton (già negli Akron-Family) al basso. Una super band destinata a stupire e che già ha conquistato chi ha avuto la fortuna di vederli dal vivo. È di questi giorni anche l’uscita di un video, il secondo estratto da “Two, Geography”, girato a Berlino da Giulio Rasi per Capricorn No, una delle canzoni più belle intense dell’album. La geografia di cui parla Adele nelle sue canzoni è quella dei sentimenti e dei corpi. Una geografia privata, personale, e naturale.

DISCO NOT DISCO  INDIE / DISCO / NEW WAVE / INDIETRONICA / PSICHEDELIA / RETROROCK / DIRTY BLACK MUSIC. L'evoluzione del "Free Muzik Dj Set" nato nel '95 all'Hexò e poi resident al Donne Motori, OkaPia, Buddha Cafè, Freemuzik, Vinile45, Lio Bar. ed ora resident dj set a INDIE IS NOT DEAD, il nuovo format della Latteria Molloy